Indice del forum
Compliance Aziendale


Internal Audit, Compliance, Responsabilità Amministrativa degli Enti, Sicurezza sul lavoro, Privacy, Dirigente Preposto

 FAQFAQ   CercaCerca   Lista degli utentiLista degli utenti   Gruppi utentiGruppi utenti   CalendarioCalendario   RegistratiRegistrati 
 ProfiloProfilo   Messaggi PrivatiMessaggi Privati   LoginLogin 

odv e PMI

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Responsabilità amministrativa degli enti
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
artu'




Registrato: 14/05/08 18:25
Messaggi: 7

MessaggioInviato: Mer Ott 22, 2008 10:46 am    Oggetto: odv e PMI Rispondi citando

Buongiorno,
un'azienda produttiva di 50 dipendenti con fatturato di c.a. 60 ml di euro e con un 4 componenti del CDA in parte legati da rapporti familiari e tutti con deleghe operative, deve individuare un ODV. Al su interno non ha internal audit e l'unica funzione cui potrebbe far riferimento è l'Assicurazione Qualità che tuttavia ha una delega per la predisposizione e gestione dei sistemi HACCP (è un'azienda alimentare) e di rintracciailità ed inoltre ha rapporti di parentela con un amministratore.
La situazione in tali casi è molto difficile. Probabilmente potrebbe ipotizzarsi l'affidamento del compito solo a degli esterni?
Preciso che allo stato attuale l'aziend sta pensando di dotarsi di un modello solo per la gestione dei reati di cui all'art. 25 septies.
Cosa ne pensate?
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Adv







MessaggioInviato: Mer Ott 22, 2008 10:46 am    Oggetto: Adv



Torna in cima
GBattisti



Età: 39
Registrato: 31/08/07 12:13
Messaggi: 63
Località: Roma

MessaggioInviato: Ven Ott 24, 2008 2:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

La normativa richiede che l'OdV sia un organo (monocratico o colleggiale) interno all'ente; i membri dell'OdV possono però anche essere professionisti esterni alla società, come di fatto spesso accade.
Vista la situazione da lei descritta, dove mi pare ci sia un rapporto molto stretto tra proprietà e direzione operativa della società, mi domando quale può essere l'effettiva utilità dell'adozione di un modello ex d.lgs. 231/01.

Cordiali saluti
Giovanni Battisti

_________________
---
www.complianceaziendale.com
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
artu'




Registrato: 14/05/08 18:25
Messaggi: 7

MessaggioInviato: Ven Ott 24, 2008 5:27 pm    Oggetto: odv nelle piccole imprese Rispondi citando

In rifeirmento alla rispota avuta , mi sembra che l'azienda non rispoda ai requsiiti della piccola impresa per lo svolgimento diretto della vigilanza da parte dell'organo dirigente.
E' per questo che si pensava ad un ODV ad hoc.
Ritenete che sia sufficiente la stretta relazione tra amminsitraotri e direzione per legittimare una vigilanza svotla direttamente dall'organo dirigente? come si può porre un'azienda del genere di fonte ad una responsabilità ex D.lgs.231/01
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
GBattisti



Età: 39
Registrato: 31/08/07 12:13
Messaggi: 63
Località: Roma

MessaggioInviato: Gio Ott 30, 2008 10:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Probabilmente non mi sono espresso chiaramente Sad e ho mischiato più concetti, ma non vedo problemi a nominare quali componenti dell'OdV dei professionisti esterni (come mi pare da lei prospettato), purchè garantiscano l'esistenza dei "requisiti" indicati dall'associazione di categoria nelle sue linee guida.

Comunque, al di là dei parametri quantitativi di riferimento fissati dalla normativa, la nozione di piccola impresa, in questo contesto, deve essere riferita alla complessità organizzativa, come sottolineato anche da Confindustria.

_________________
---
www.complianceaziendale.com
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
Huey




Registrato: 14/11/08 16:20
Messaggi: 5

MessaggioInviato: Ven Nov 14, 2008 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

GBattisti ha scritto:
La normativa richiede che l'OdV sia un organo
Vista la situazione da lei descritta, dove mi pare ci sia un rapporto molto stretto tra proprietà e direzione operativa della società, mi domando quale può essere l'effettiva utilità dell'adozione di un modello ex d.lgs. 231/01.

Cordiali saluti
Giovanni Battisti


l'utilità mi sembra evidente e consiste nel non incorrere nelle (pesanti) sanzioni previste dal d.lgs 231/01.
anche e soprattutto considerato che l'art. 25 septies disciplina i soli reati colposi.
o sbaglio?
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
GBattisti



Età: 39
Registrato: 31/08/07 12:13
Messaggi: 63
Località: Roma

MessaggioInviato: Lun Nov 17, 2008 4:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Le mie perplessità derivano derivano dal "rapporto molto stretto (che mi sembra emergere dalla situazione descritta, ndr) tra proprietà e direzione operativa della società", che potrebbe rendere difficile dimostrare l'esistenza di quel "diaframma" tra proprietà e vertici apicali di cui parla la relazione ministeriale al D.Lgs. 231/01 ("i soggetti in posizione apicale sono essi stessi espressione della "volontà sociale" ed appare artificioso immaginare l'esistenza di un diaframma che separi quest'ultima dal loro operato") (1), presupposto sul quale poggia tutto il meccanismo di esimente tramite l'adozione e l'attuazione di un adeguato modello organizzativo.

Ribadisco, è una mia opinione personale.

Cordiali saluti
Giovanni Battisti

(1) Relazione ministeriale al D.Lgs. 231/01, par. "3.4 Segue. I criteri di imputazione soggettiva nel caso di reato commesso dagli apici."

_________________
---
www.complianceaziendale.com
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
Huey




Registrato: 14/11/08 16:20
Messaggi: 5

MessaggioInviato: Mar Nov 18, 2008 11:13 am    Oggetto: Rispondi citando

GBattisti ha scritto:
Le mie perplessità derivano derivano dal "rapporto molto stretto (che mi sembra emergere dalla situazione descritta, ndr) tra proprietà e direzione operativa della società", che potrebbe rendere difficile dimostrare l'esistenza di quel "diaframma" tra proprietà e vertici apicali di cui parla la relazione ministeriale al D.Lgs. 231/01 ("i soggetti in posizione apicale sono essi stessi espressione della "volontà sociale" ed appare artificioso immaginare l'esistenza di un diaframma che separi quest'ultima dal loro operato") (1), presupposto sul quale poggia tutto il meccanismo di esimente tramite l'adozione e l'attuazione di un adeguato modello organizzativo.

Ribadisco, è una mia opinione personale.

Cordiali saluti
Giovanni Battisti

(1) Relazione ministeriale al D.Lgs. 231/01, par. "3.4 Segue. I criteri di imputazione soggettiva nel caso di reato commesso dagli apici."


il modello ex d.lgs 231/01 però non funge da esimente solo per gli apicali ma anche per i reati commessi dai dipendenti (art. 7), ove addirittura non vi è nemmeno la necessità di un ODV.
certo è che nei reati di tipo colposo non si può di certo prescindere dal vertice, ma è vero anche che un modello ex 231 può instaurare un etica di prevenzione all'interno dell'azienda.
senza contare che nella pratica spesso e volentieri è il dipendente che non si conforma alla direttive dell'azienda in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e non il contrario.

se a ciò ci aggiungiamo un ODV formato da esterni il cerchio in qualche modo si chiude (chiaro se ben attuato) poiché vi sarebbe un soggetto esterno (se pur configurato all'interno dell'azienda) che con imparzialità verifica se vengono seguiti determinati protocolli specifici all'interno dell'azienda, sia da parte dei soggetti sottoposti all'altrui direzione, sia dei c.d. apicali.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
GBattisti



Età: 39
Registrato: 31/08/07 12:13
Messaggi: 63
Località: Roma

MessaggioInviato: Sab Dic 20, 2008 11:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il "contenuto" del modello per la parte relativa al 25 septies lo detta l'art. 30 del d.lgs. 81/08, che sostanzialmente richiede che il sistema aziendale assicuri l'adempimento degli obblighi in materia di sicurezza. Quindi, sostanzialmente, a mio parere ci riportiamo a livello "apicale", cioè l'azienda deve dimostrare di aver fatto tutto ciò che è richiesto dalla normativa, e di aver vigilato che le procedure e le istruzioni impartite fossero rispettate (punti f e h del comma 1).

Concordo invece che un'azienda può cogliere l'occasione di adottare "seriamente" un modello di organizzazione ex d.lgs. 231/01 che, oltre a instaurare un "etica di prevenzione" (che tuttavia si aveva già con il d.lgs 626/94 e prima del d.lgs. 123/07), può permettere di riordinare in modo sistematico le procedure e le disposizoni aziendali in materia di sicurezza, rendendo più efficace (ed efficiente, spesso) il relativo sistema di controllo.

Saluti
Giovanni Battisti

_________________
---
www.complianceaziendale.com
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Responsabilità amministrativa degli enti Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
nNon puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum


Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2004