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MODELLI DI ORGANIZZAZIONE CODICE ETICO DI GRUPPO
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Catanzaro








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MessaggioInviato: Mer Set 12, 2007 6:23 pm    Oggetto:  MODELLI DI ORGANIZZAZIONE CODICE ETICO DI GRUPPO
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Gentile dott. G.Battisti,
nel complimentarmi per la chiarezza dell'esposizione e per la formazione professionale che si evince dalle risposte segnalate nel forum in materia di d.lgs.231/2001, sono ad indicarLe un mio dubbio:

Società Capogruppo A -quotata- ha adottato il modello organizzativo composto fra l'altro anche dI un codice etico.

Società controllata B -anch'essa quotata- ha adottato un proprio modello organizzativo composto fra l'altro del codice etico (identico a quello della controllante Capogruppo A).

Domande:
n.1)Può ritenersi che il Codice Etico della Controllante Capogruppo A sia un CODICE ETICO DI GRUPPO?
n.2)Nelle procedure aziendali della società B si dovrà fare riferimento al Codice Etico della società B o si dovrà fare riferimento al Codice Etico della Società A? E, in quest'ultimo caso, si dovrà fare riferimento al Codice Etico di Gruppo?

La ringrazio molto per la cortese attenzione , sperando di avere quanto prima un Suo cortese riscontro.
Cordiali Saluti,
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Adv



MessaggioInviato: Mer Set 12, 2007 6:23 pm    Oggetto: Adv






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GBattisti







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MessaggioInviato: Gio Set 13, 2007 2:57 pm    Oggetto:  
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Gentile dott.ssa Catanzaro,
Le esprimo la mia opinione, che potrà essere magari successivamente smentita da altri.

Non c'è infatti una prescrizione precisa in merito al Codice Etico all'interno di un gruppo (uno per società o uno per tutto il gruppo).

Partiamo dalle seguenti indicazioni fornite da Confindustria nelle sue Linee Guida:
"L’adozione di principi etici in relazione ai comportamenti che possono integrare le fattispecie di reato previste dal D. Lgs. n. 231/2001 costituisce la base su cui impiantare il sistema di controllo preventivo. Tali principi possono essere inseriti in codici etici di carattere più generale, laddove esistenti, o invece essere oggetto di autonoma previsione."

"In termini generali i codici etici sono documenti ufficiali dell’ente che contengono l’insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dell’ente nei confronti dei “portatori d’interesse” (dipendenti, fornitori, clienti, Pubblica Amministrazione, azionisti, mercato finanziario, ecc.). Tali codici mirano a raccomandare, promuovere o vietare determinati comportamenti, al di là ed indipendentemente da quanto previsto a livello normativo, e possono prevedere sanzioni proporzionate alla gravità delle eventuali infrazioni commesse. I codici etici sono documenti voluti ed approvati dal massimo vertice dell’ente."

Quindi , per come la vedo io, la Società A e la Società B possono avere lo stesso codice etico (in quanto enuncia le norme di comportamento generali di gruppo), presumibilmente quello redatto dalla Società Capogruppo, ma la società B dovrà adottarlo con un proprio atto formale.
Le procedure della società B faranno quindi poi riferimento al proprio Codice Etico.

Non dimentichiamo infine che il Codice Etico è una delle componenti fondamentali del Modello di organizzazione, gestione e controllo, e come tale fa parte del sistema di controllo preventivo della Società B.

Spero ovviamente in qualche altro suggerimento, idea o spunto.

Cordialmente
Giovanni

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matteo.grassi







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MessaggioInviato: Gio Set 13, 2007 5:00 pm    Oggetto:  
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Sono d'accordo con Giovanni in particolar modo sulla necessità che anche la società B adotti anche formalmente il Codice Etico.
A mio avviso anche un richiamo da parte delle società controllate ad un Codice Etico "di gruppo" è senz'altro accettabile se non, a determinate condizioni, auspicabile.
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Gianluca







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MessaggioInviato: Ven Set 14, 2007 7:09 pm    Oggetto:  
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Scusate la semplicità della domanda: un'impresa edile, srl tra quelle che Confindustria annovera come pmi e assoggetta alla disciplina semplificata, si è rivolta al nostro studio per una consulenza in merito al d.lgs. 231/01 e ci ha chiesto la redazione del modello. E' necessario avere requisiti professionali particolari?Vi dico che oltre alla laurea in giurisprudenza sono specializzato in diritto penale dell'impresa, in studio c'è un collega anch'egli "giurista" ed un collega ingegnere. Premetto che ovviamente conosciamo la materia e siamo in continuo aggiornamento!Aggiungo che seguiamo per altre cose l'azienda.

Grazie.
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matteo.grassi







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MessaggioInviato: Sab Set 15, 2007 9:07 am    Oggetto:  
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No, la legge non prevede nessun soggetto "qualificato" per la redazione dei Modelli. Tanto che un ente potrebbe anche predisporre in totale autonomia detto documento.
La cosa importante è che il Modello "tenga" anche perchè le pronunce giurisprudenziali sono assai severe circa la validità dei compliance programs.
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Gianluca







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MessaggioInviato: Dom Set 16, 2007 10:31 am    Oggetto:  
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Per esempio:Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli,Ordinanza 26 giugno 2007....
Grazie.
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difinofab







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MessaggioInviato: Lun Set 17, 2007 2:33 pm    Oggetto:  
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Secondo il mio parere personale (sono in forza all'ufficio Internal Auditing nonchè responsabile segreteria Organismo di Vigilanza) per la redazione del Modello è consigliabile avvalersi di competenze specifiche in materia, anche alla luce dei nuovi cambiamenti in atto (sicurezza sul lavoro e reati in materia ambientale).
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Gianluca







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MessaggioInviato: Lun Set 17, 2007 5:52 pm    Oggetto:  
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competenze specifiche possono dartele un corso di laurea adeguato, in primis, e poi perfezionamento, master,.....o intendi altro??? Ovviamente l'esperienza sul campo rimane sempre un'altra cosa; credo che fondamentale importanza abbia il lavoro di squadra ed essere in continuo aggiornamento,mai essere convinti di essere arrivati.
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difinofab







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MessaggioInviato: Mar Set 18, 2007 11:02 am    Oggetto:  
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Io sono laureato in Giurisprudenza, ma ho acquisito esperienza sia in campo collaborando con uno studio legale di Roma, che attraverso corsi di formazione e Master. Essere arrivati? In nessun campo professionale esiste tale termilogia.
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Gianluca







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MessaggioInviato: Mar Set 18, 2007 3:57 pm    Oggetto:  
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Non fraintendermi non voleva essere un riferimento ad personam, se è sembrato questo ti chiedo scusa!Sull'esperienza e la formazione la penso come te, tanto che dovrei iniziare un master a breve....Buon lavoro
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difinofab







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MessaggioInviato: Gio Set 20, 2007 3:49 pm    Oggetto:  
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Nessun fraintendimento. Qui siamo solo per scambiarci semplici opinioni e perchè no anche consigli su come comportarci difronte alle diverse problematiche che la 231 ed i successivi aggiornamenti ci pongono. A proposito di Master, dove si dovrebbe svolgere quello che stai per iniziare?
E da chi è organizzato?
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sssandro28








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MessaggioInviato: Ven Set 21, 2007 9:49 am    Oggetto:  
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ciao a tutti. Ma perchè quando si cerca materiale sul decreto legislativo 231 e suoi modelli organizzativi si trovano solo ed esclusivamente testi ed articoli di avvocati che trattano l'argomento in materia giurica ( e ripetitiva ed incomprensibile il più delle volte)? Perchè i vari aziendalisti, studiosi di corporate governace e risk management italiani sembrano essere così insensibili all' argomento? Misteri....
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Gianluca







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MessaggioInviato: Ven Set 21, 2007 4:15 pm    Oggetto:  
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I master che mi intressano sono 2 e si svolgono uno a Bari, organizzato da CSAD, termine iscrizioni 5 ottobre e dovrebbe tenersi dal lunedì al venerdì full time; l'altro "Master in auditing e controllo interno",l'organizza la LiberaUniversitàMediterranea J. Monet di Casamassima (Ba), non si sa ancora di preciso quando inizia. Attendo notizie più dettagliate da entrambe le segreterie, soprattutto per il secondo che è più specifico.
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GBattisti







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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2007 10:03 am    Oggetto:  
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sssandro28 ha scritto:
ciao a tutti. Ma perchè quando si cerca materiale sul decreto legislativo 231 e suoi modelli organizzativi si trovano solo ed esclusivamente testi ed articoli di avvocati che trattano l'argomento in materia giurica ( e ripetitiva ed incomprensibile il più delle volte)? Perchè i vari aziendalisti, studiosi di corporate governace e risk management italiani sembrano essere così insensibili all' argomento? Misteri....


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Gianluca







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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2007 11:00 pm    Oggetto:  
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Sto trovando valido e completo per uno studio non superficiale: "La responsabilità da reato degli enti collettivi" di M. Arena e G.Cassano Giuffrè editore 2007; l'indice è presente anche su
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Ne ho altri due molto specifici per il diritto penale societario sono in studio e non ricordo gli autori e i titoli precisi, posterò domani mattina....
Saluti.
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